Guida al pignoramento: ecco ciò che i creditori non possono portarti via

Il pignoramento può suscitare uno stato di forte preoccupazione per chiunque abbia contratto dei debiti. “Cosa possono pignorarmi? cosa possono portarmi via?”: sono questi i principali dubbi che tormentano quanti hanno ricevuto un decreto ingiuntivo o un atto di precetto. Il pignoramento è, infatti, il procedimento attraverso il quale i creditori possono rivalersi sui beni del debitore per soddisfare le proprie pretese; è l’atto con cui si concretizza la procedura esecutiva. Però occorre fare attenzione: non tutti i beni possono essere pignorati! La legge infatti stabilisce chiaramente quali sono i beni non pignorabili, mobili ed immobili; sussistono inoltre dei limiti e/o delle esclusioni leggermente diverse a seconda che il creditore sia un soggetto privato o il fisco.

CHI SI OCCUPA DELLA RISCOSSIONE?

Dall’1 luglio 2017 è l’Agenzia delle Entrate che si occupa della riscossione delle cartelle esattoriali, proseguendo il lavoro fino ad allora svolto da Equitalia. È stato sostituito dunque l’ente che provvede al controllo e alla gestione dell’attività di riscossione, ma non sono cambiate di certo le norme relative al recupero dei debiti fiscali per chi non è in regola con il pagamento delle tasse. I soggetti che devono sanare delle cartelle esattoriali arretrate sono tenuti quindi a tenere sotto controllo la propria situazione debitoria, considerando, in ogni caso, che alcuni beni non possono costituire oggetto di pignoramento.Vediamo quali.

POSSONO PIGNORARMI LA PRIMA CASA?

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione non può pignorare la prima casa. Tuttavia, l’espressione “prima casa” in questo ambito è spesso utilizzata impropriamente: risulta infatti più corretto parlare di “prima e unica casa”. La legge infatti stabilisce, l’impignorabilità della casa del debitore, qualora siano soddisfatti i seguenti requisiti:

  • il debitore possieda quel bene immobile come unica proprietà;
  • il debitore vi risieda anagraficamente;
  • l’immobile sia accatastato ad uso esclusivo di civile abitazione;
  • l’immobile non appartenga alla categoria “abitazione di lusso” o di pregio che ricade nelle categorie catastali A/8 e A/9, che comprendono le ville, i castelli e le dimore storiche.

Se non fosse soddisfatta anche soltanto una tra queste condizioni, il fisco potrà procedere al pignoramento, ma,- comunque – solo nel caso in cui il valore del credito superi i 120.000,00 euro. Va inoltre ricordato che anche quando si tratta di unica casa e il credito superi i 20.000 euro, Equitalia potrà comunque iscrivere un’ipoteca sull’immobile.

Altri possedimenti terrieri e ulteriori immobili di varia tipologia intestati al debitore potranno essere pignorati solo qualora il loro valore complessivo superi i 120.000 euro.

POSSONO PIGNORARMI LO STIPENDIO?

L’ente deputato alla riscossione non può pignorare lo stipendio dei cittadini per un importo superiore a 1/10 dello stipendio se questo non supera i 2.500 euro mensili, più di 1/7 se è compreso tra 2501 e 5.000 e più di 1/5 qualora lo stipendio sia superiore a 5.000 euro. Il pignoramento dello stipendio può avvenire sia attraverso l’intermediazione del datore di lavoro, prima che questo lo eroghi direttamente al dipendente, sia quando la somma è stata ormai accreditata in banca. È importante essere a conoscenza del fatto che, ad ogni modo, l’ultimo stipendio non può essere mai pignorato e deve dunque rimanere integralmente a disposizione.

POSSONO PIGNORARMI LA PENSIONE?

Quanto alle pensioni, anch’esse vengono tutelate, almeno in parte, dal pignoramento. Infatti l’ordinamento garantisce a tutti i cittadini un minimo vitale di sostentamento in forza del quale l’ente della riscossione non può pignorare le pensioni di importo inferiore a quello dell’assegno sociale (pari a 448,52 euro) aumentato della metà (ossia 224,26). Pertanto la pensione non può mai scendere al disotto di 672,78, il cosiddetto minimo vitale. Per la parte in eccedenza invece, valgono le stesse regole dello stipendio. Pertanto, il sequestro della parte che ecceda il limite di 672,78 euro può avvenire entro il massimo di 1/10 per pensioni non superiori a 2.500 euro; entro il massimo di 1/7 per quelle pensioni comprese tra 2.501 e 5.000 euro; fino a 1/5 per pensioni superiori a 5.001 euro. Ecco un esempio pratico: su una pensione di 1.500 euro, la quota pignorabile risulta pari a 82,79 euro, ossia (1.500 – 672,10)/10.

QUALI ALTRI BENI SONO IMPIGNORABILI?

RISPARMI: La legge stabilisce anche un limite al pignoramento dei risparmi. Nel caso di conto corrente impiegato per l’accredito dello stipendio o della pensione, è possibile il pignoramento della somma che supera la soglia di 1.344,21 euro, ossia tre volte l’importo dell’assegno minimo. Qualora invece il conto corrente sia usato per l’accredito di somme diverse dallo stipendio o dalla pensione, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione potrà pignorare le somme per intero.
POLIZZE VITE: Le polizze vita risultano assolutamente impignorabili da parte di qualsiasi creditore, non solo dal fisco.
CONTO CORRENTE e CASA COINTESTATI: I beni o i conti corrente cointestati, possono essere pignorati al massimo per il 50% del loro valore. Se il bene è divisibile si procederà alla divisione fisica e all’esecuzione forzata della metà di proprietà del debitore. Se il bene non è divisibile, si procederà alla vendita per intero del bene stesso e all’incasso di metà del valore ricavato. La seconda metà dell’incasso ricavato verrà restituita all’altro titolare del bene.

CREDITORI PRIVATI: QUALI BENI POSSONO PIGNORARE?

PRIMA CASA:  Il divieto di pignoramento della prima casa non sussiste per i creditori privati, vale solo per il fisco. Banche, finanziarie, privati o aziende, possono infatti pignorare le abitazioni senza alcuna restrizione e senza limitazioni di importo.
STIPENDI E PENSIONI: Gli stipendi e le pensioni sono invece pignorabili entro un massimo di un quinto del loro valore; in ogni caso, per quanto riguarda la pensione, dovrà essere sempre garantito il minimo vitale.

QUALI SONO I BENI ASSOLUTAMENTE IMPIGNORABILI?

Esistono delle categorie di beni assolutamente impignorabili, a prescindere dalla natura del debito e dal tipo di creditore procedente. Si tratta principalmente di beni considerati indispensabili proprio per la loro natura o per la funzione che svolgono. Sono beni relativi alla sfera privata del debitore, ovvero deputati alla sopravvivenza a alla tutela della dignità del debitore stesso e del suo nucleo familiare. Si tratta di oggetti sacri, letti, armadi, guardaroba, cassettiere, tavoli da pranzo e sedie, frigorifero, posate, stufe, fornelli da cucina a gas o elettrici, lavatrice, commestibili, combustibili e via dicendo.

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