Il pignoramento della pensione è una procedura che può avvenire quando il pensionato ha dei debiti nei confronti di un soggetto creditore. Quest’ultimo ricorre al cosiddetto pignoramento verso terzi, e quindi pignora dei crediti che il suo debitore vanta, a sua volta, da un altro soggetto: in questo caso l’altro soggetto è l’INPS, visto che il debitore percepisce una pensione.

Per fortuna, non tutta la pensione dei debitori è pignorabile: ci sono infatti dei limiti precisi. Vediamo di seguito quali sono.

Limiti al pignoramento della pensione

Quali sono i limiti di pignoramento di una pensione? I soggetti creditori, che cioè vantano dei crediti nei confronti di una persona, possono prendere di volta in volta i soldi che gli spettano, attingendo alla pensione di quella persona. Tuttavia, se prendessero tutta la tua pensione mensile, al soggetto debitore non rimarrebbe nulla in tasca o sul conto, e rischierebbe di fare davvero una brutta vita. Per fortuna, la legge permette una vita dignitosa anche ai debitori a cui viene pignorata la pensione: non si può infatti pignorare il minimo vitale. Proprio per questo motivo, la pensione può:

  • Essere pignorata fino a un decimo, quando non supera le 2500 euro mensili
  • Essere pignorata fino a un settimo, se rientra tra le 2500 e le 5000 euro mensili
  • Essere pignorata fino ad un quinto quando superiore ai 5000 euro mensili.

In questo modo, più la pensione percepita è bassa, meno soldi è possibile pignorare.

Si può pignorare la pensione INPS?

Il creditore che vanta crediti nei confronti del debitore ha tre possibilità per pignorare parte della pensione di quest’ultimo:

  • pignorare la pensione non ancora accreditata dall’INPS: il creditore può decidere di pignorare la pensione del debitore prima che venga accreditata sul conto corrente del debitore stesso.
  • pignorare la pensione sul conto corrente del debitore: il creditore può scegliere di pignorare la pensione del debitore una volta che l’INPS l’ha accreditata sul conto corrente di quest’ultimo.
  • pignorare le somme già presenti sul conto: il creditore ha anche la possibilità di pignorare i soldi già presenti sul conto corrente del pensionato, quelli cioè caricati prima che avvenisse la notifica del pignoramento.

Ci sono poi dei casi in cui la pensione del debitore non può essere pignorata, nemmeno per una minima parte: nel prossimo paragrafo ti spieghiamo quali sono questi casi.

Il pignoramento della pensione di invalidità è possibile?

Il pignoramento della pensione d’invalidità è una pratica di riscossione dei debiti possibile? Il creditore può anche pignorare la pensione di una persona invalida? Bisogna fare un’importante premessa a questo riguardo, relativa al fatto che la pensione non è mai pignorabile nei seguenti casi:

  • nel caso in cui si tratti di pensione di invalidità totale. E’ la pensione di invalidità civile che vale come sussidio assistenziale agli invalidi;
  • nel caso in cui la pensione sia un assegno sociale erogato dall’INPS;
  • nel caso in cui la pensione dell’INPS sia un’indennità di accompagnamento. Tale indennità è pari a 516,35 euro al mese, e viene riconosciuta agli invalidi al 100%.

In tutti gli altri casi, il pignoramento della pensione di invalidità può avvenire. Per esempio: ipotizziamo che tu percepisca un assegno ordinario di invalidità. Si tratta di una prestazione previdenziale che l’INPS è tenuta a liquidarti, cioè a consegnarti. L’INPS ti dà questi soldi non soltanto perché hai una invalidità che supera i 2/3, ma anche perché in passato hai versato i contributi lavorativi per almeno 5 anni. In questo caso quindi, la pensione può essere pignorata (ma solo in parte, ovviamente, come esposto sopra).

Va poi detto che anche la pensione di inabilità per assoluta e permanente malattia, proprio come altre forme di pensioni di inabilità erogate dall’INPS, può essere sottoposta a pignoramento: viene infatti anch’essa erogata alla persona inabile sulla base di un calcolo sui contributi che tale persona ha versato in passato, oltre che per il fatto che questa persona non è autosufficiente.

Pignoramento pensione da parte di Equitalia: si può evitare?

Il pignoramento della pensione da parte di Equitalia può essere sospeso, in alcuni casi. Se hai delle cartelle esattoriali non pagate, e quindi sei in debito con “Equitalia” (anche se continuiamo a chiamarla così, l’ente in realtà non esiste più, essendo stato sostituito dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione) puoi provare a ricorrere la legge sulla Pace Fiscale per tornare ad essere in regola con il fisco.

Inoltre, in alcuni casi il debitore può esercitare opposizione al pignoramento della pensione, specialmente se ha delle valide ragioni per farlo. Ma sarà il giudice a decidere se sia davvero opportuno sospendere il pignoramento. Se il giudice consentirà la notifica del provvedimento di sospensione, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non sarà più autorizzata a pignorare la pensione del debitore.

La pensione di reversibilità è pignorabile?

La pensione di reversibilità è la pensione che spetta agli eredi, o meglio ai “superstiti” del pensionato o del lavoratore deceduto.  Spesso, si sente parlare solamente di “pensione di reversibilità”, ma è doveroso fare una precisazione. Si parla, nello specifico, di “reversibilità” nel caso in cui il soggetto deceduto era già titolare di una pensione diretta, cioè percepiva la pensione di vecchiaia, di anzianità anticipata, di invalidità o di inabilità.  Laddove, invece, il soggetto deceduto non era ancora titolare di alcuna pensione, ma aveva invece maturato un determinato numero di anni di assicurazione e di contribuzione, ecco che anche in tal caso, i parenti superstiti avranno anche diritto alla pensione che in tali circostanze, si definisce ”pensione  indiretta”.

Ad ogni modo, la pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso. L’ammontare corrisponde ad una quota percentuale della pensione già liquidata e varia anche in funzione al numero degli aventi diritto.

Ma torniamo ora alla domanda iniziale: è possibile pignorare la pensione di reversibilità? Sì, la pensione di reversibilità può essere pignorata con le stesse modalità analizzate sopra. Dunque, se i familiari superstiti, percepiscono la pensione di reversibilità e se quest’ultimi contraggono dei debiti che, nonostante i solleciti dei creditori, non vengono adempiuti, ecco che possono vedersi pignorare la pensione!

La pensione di reversibilità può diventare però impignorabile in un caso: supponiamo che Caio abbia dei debiti in sospeso e sfortunatamente viene a mancare. La moglie, in qualità di familiare superstite, diventa titolare della pensione di reversibilità del marito deceduto. A quest’ultima è riconosciuta la possibilità di rinunciare all’eredità, per evitare proprio che gli venga pignorata detta pensione dai creditori del marito defunto.

La pensione di reversibilità non ha natura successoria ed è, quindi, spettante anche in caso di rinunzia all’eredità. In questo modo la moglie “superstite” potrà quindi percepire tale pensione, eliminando, a seguito della rinuncia, i debiti del deceduto.

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