Il decreto ingiuntivo (o procedimento monitorio) è uno strumento rapido, efficace e poco costoso per il recupero dei crediti.

Infatti, il procedimento consente al creditore di ottenere un titolo giudiziale in tempi estremamente rapidi, con il quale poter aggredire esecutivamente i beni del proprio debitore. Dal punto di vista procedurale, questo titolo si può infatti ottenere con un accertamento istruttorio piuttosto superficiale (tant’è che si parla di procedimento a cognizione sommaria), demandando ogni eventuale approfondimento alla fase processuale se il debitore dovesse presentare opposizione.

Una volta ricevuta la notifica del decreto ingiuntivo, infatti, il debitore ha sempre 40 giorni di tempo per formulare la propria opposizione.

Cos’è la mediazione obbligatoria?

La mediazione comunemente consiste nell’attività svolta da un soggetto terzo ed imparziale per aiutare due o più soggetti a raggiungere un accordo amichevole per la composizione di una controversia.

Per alcune specifiche materie, la legge impone l’esercizio obbligatorio della mediazione prima di intraprendere un’azione giudiziaria, pena l’improcedibilità stessa dell’azione: è in questo caso che si parla di mediazione obbligatoria.

Le materie per le quali la legge impone di ricorrere alla mediazione, ci sono ad esempio: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitari, risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

È bene precisare che l’obbligo imposto dalla legge non implica anche il raggiungimento effettivo di un accordo in sede di mediazione: è semplicemente imposto alle parti di tentare questa strada per trovare una soluzione bonaria alla propria controversia. In caso di esito negativo, le parti saranno legittimate a ricorrere alla comune azione giudiziale civile.

Come interviene la mediazione tra decreto ingiuntivo e opposizione?

Il procedimento di ingiunzione è tra quelli per cui si prevede la mediazione obbligatoria, ma questa diventa necessaria solo se, dopo la sua attivazione e la notifica del decreto ingiuntivo, il debitore decide di presentare ricorso.

La legge esclude infatti espressamente dall’obbligo della mediazione procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, ma solo fino alla pronuncia sulle istanze di sospensione della provvisoria esecuzione, che di solito avviene in prima udienza.

Quindi se il debitore notifica correttamente l’atto di opposizione al decreto ingiuntivo e il giudice decide di sospenderne provvisoriamente l’esecuzione, a quel punto le parti sono obbligate ad incardinare il giudizio di mediazione.

A chi spetta l’obbligo di avviare la mediazione?

Secondo un primo orientamento giurisprudenziale, fino ad ora maggioritario, l’obbligo di instaurare il procedimento di mediazione spetta al debitore che oppone il decreto ingiuntivo.

In caso di inadempimento si è ritenuto che il giudice debba dichiarare l’improcedibilità dell’opposizione e confermare il decreto ingiuntivo che diviene, quindi, definitivo.

Tuttavia, secondo un altro orientamento, l’onere di dare corso alla mediazione spetterebbe al creditore che ha chiesto l’emissione del decreto ingiuntivo, con la conseguenza che, in caso di inadempimento, il decreto ingiuntivo dovrebbe perdere efficacia.

La questione è stata rimessa alla decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, a cui è stato deferito lo scioglimento del contrasto su cui, ad oggi, si attende ancora la pronuncia.

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