Esdebitazione, cos’è e come utilizzarla

Esdebitamento, cos'è e come funziona

L’esdebitazione è lo strumento che consente a una persona o a un’impresa di liberarsi dai debiti rimasti insoluti al termine di una procedura prevista dal Codice della Crisi. In parole semplici, serve a dare al debitore meritevole una possibilità concreta di ripartire, quando la sua situazione economica non consente più di soddisfare integralmente tutti i creditori.

La definizione giuridica è contenuta nell’articolo 278 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: “l’esdebitazione consiste nella liberazione dai debiti e comporta l’inesigibilità, nei confronti del debitore, dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito di una procedura di liquidazione giudiziale o di liquidazione controllata”.

Questo significa una cosa molto importante: l’esdebitazione non è una semplice rateizzazione, non è un saldo e stralcio privato e non è un accordo informale con i creditori. È un effetto giuridico riconosciuto dal Tribunale, a determinate condizioni, che impedisce ai creditori di continuare a pretendere dal debitore il pagamento dei debiti residui coperti dal provvedimento.

Cosa significa davvero esdebitazione

Quando una persona è sovraindebitata, può trovarsi in una situazione in cui non riesce più a pagare mutui, prestiti personali, carte revolving, finanziamenti, debiti fiscali, debiti verso fornitori o altre obbligazioni. In alcuni casi, anche vendendo beni o destinando una parte del reddito ai creditori, il debito complessivo resta comunque troppo alto.

L’esdebitazione interviene proprio in questo punto: dopo che il debitore ha affrontato la procedura prevista dalla legge, i debiti che non sono stati soddisfatti possono diventare non più esigibili. In pratica, il creditore non può più agire contro il debitore esdebitato per recuperare quella parte di debito rimasta scoperta.

La parola chiave è “inesigibilità”. Non significa che il debito venga semplicemente cancellato come se non fosse mai esistito. Significa che, nei limiti previsti dalla legge e dal provvedimento del giudice, quel debito non può più essere preteso dal debitore che ha ottenuto l’esdebitazione.

Per questo motivo, parlare di cancellazione dei debiti è comprensibile nel linguaggio comune, ma tecnicamente incompleto.

L’esdebitazione non è un condono

Uno degli errori più frequenti è confondere l’esdebitazione con una sorta di condono. Non è così.

Il condono è normalmente un intervento straordinario, spesso legato a norme speciali, che consente di regolarizzare una posizione debitoria a condizioni agevolate. L’esdebitazione, invece, è un istituto previsto dal Codice della Crisi e richiede una valutazione della situazione economica, patrimoniale e personale del debitore.

Il debitore non ottiene la liberazione dai debiti solo perché non riesce più a pagare, ma deve dimostrare di trovarsi in una condizione effettiva di crisi o insolvenza, deve fornire documentazione completa, deve collaborare con gli organi della procedura e, soprattutto, deve essere considerato meritevole.

La legge, infatti, non tutela chi ha creato o aggravato la propria esposizione debitoria con frode, malafede, colpa grave, abuso del credito o comportamenti scorretti verso i creditori. L’articolo 280 del Codice della Crisi prevede precise condizioni per ottenere il beneficio, tra cui l’assenza di determinate condanne, l’assenza di atti distrattivi o passività false, la collaborazione con la procedura e il fatto di non aver già beneficiato dell’esdebitazione oltre i limiti previsti.

In altre parole: l’esdebitazione non premia chi non vuole pagare. Serve a proteggere chi non può più pagare, ma ha agito con correttezza e trasparenza.

A cosa serve l’esdebitazione

L’esdebitazione serve a evitare che una persona resti prigioniera dei propri debiti per tutta la vita, anche quando non ha più una reale capacità di pagarli.

Senza uno strumento di questo tipo, il debitore potrebbe continuare a subire azioni esecutive, pignoramenti, pressioni dei creditori e difficoltà di accesso al credito anche dopo aver messo a disposizione tutto ciò che realisticamente poteva offrire. Il risultato sarebbe una condanna economica permanente, spesso senza alcun vantaggio concreto per i creditori.

La logica dell’esdebitazione è diversa: il debitore mette a disposizione il proprio patrimonio o dimostra la propria incapacità economica, la procedura verifica la situazione, i creditori vengono coinvolti secondo le regole previste e, se ricorrono i presupposti, il giudice può dichiarare inesigibili i debiti residui.

Questo consente al debitore di ripartire, ricostruire la propria vita economica e tornare progressivamente a una gestione ordinata delle proprie entrate.

Chi può accedere all’esdebitazione

L’esdebitazione riguarda diversi soggetti, ma le modalità cambiano in base alla procedura utilizzata.

Nel contesto del sovraindebitamento, l’esdebitazione interessa soprattutto consumatori, professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori minori, imprenditori agricoli, start-up innovative, imprenditori cessati, soci illimitatamente responsabili ed enti privati non commerciali, quando rientrano nelle condizioni previste dalla legge. Le Camere di Commercio, attraverso gli Organismi di Composizione della Crisi, indicano tra le procedure utilizzabili la ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore, la liquidazione controllata e l’esdebitazione del debitore incapiente.

Il punto centrale, però, non è solo chi può accedere. È come può farlo. Una persona con reddito stabile e beni aggredibili non utilizzerà lo stesso percorso di una persona totalmente incapiente. Un consumatore non seguirà lo stesso schema di un imprenditore. Una famiglia con debiti comuni può avere esigenze diverse rispetto a un singolo professionista.

Per questo l’esdebitazione va sempre inquadrata dentro la procedura corretta.

Esdebitazione e sovraindebitamento: qual è il rapporto

Il sovraindebitamento è la condizione in cui il debitore non riesce più a far fronte regolarmente ai propri debiti con il reddito e il patrimonio disponibili. L’esdebitazione è uno dei possibili effetti finali del percorso di gestione della crisi.

Non tutte le procedure di sovraindebitamento sono identiche. Sono quattro gli strumenti principali: ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente.

Esdebitazione nella liquidazione controllata

La liquidazione controllata è una procedura rivolta ai soggetti sovraindebitati che mettono a disposizione il proprio patrimonio per soddisfare i creditori, almeno in parte. Può riguardare consumatori, professionisti, piccoli imprenditori e altri soggetti non assoggettabili alle procedure maggiori, quando ricorrono i requisiti previsti.

Nella liquidazione controllata, l’esdebitazione può intervenire a seguito del provvedimento di chiusura della procedura oppure, prima della chiusura, dopo tre anni dalla sua apertura. L’articolo 282, modificato dal correttivo del 2024, prevede che l’esdebitazione sia dichiarata con decreto motivato del Tribunale, su istanza del debitore o su segnalazione del liquidatore.

Esdebitazione del debitore incapiente

L’esdebitazione del debitore incapiente è uno degli strumenti più delicati e più importanti del Codice della Crisi. Riguarda la persona fisica meritevole che non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura.

In termini semplici, è il caso di chi non ha beni liquidabili, non ha redditi sufficienti da destinare ai creditori e non ha prospettive realistiche di soddisfare, nemmeno parzialmente, il proprio indebitamento. L’articolo 283 prevede che questo debitore possa accedere all’esdebitazione solo una volta.

La legge considera il requisito dell’incapienza anche quando il debitore possiede un reddito che, dedotte le spese necessarie alla produzione del reddito e al mantenimento proprio e della famiglia, non supera una soglia parametrata all’assegno sociale aumentato della metà e moltiplicato secondo la scala di equivalenza ISEE.

La meritevolezza del debitore

La meritevolezza è uno dei concetti chiave dell’esdebitazione. Non basta dimostrare di non poter pagare. Bisogna anche dimostrare di non aver creato o aggravato il debito con comportamenti gravemente imprudenti, fraudolenti o scorretti.

Nel caso del debitore incapiente, il giudice concede l’esdebitazione dopo aver valutato la meritevolezza, verificando l’assenza di atti in frode e la mancanza di dolo o colpa grave nella formazione dell’indebitamento.

Questo significa che il debitore deve essere trasparente. Deve dichiarare tutti i debiti, tutti i redditi, tutti i beni, eventuali atti patrimoniali rilevanti e ogni circostanza utile a ricostruire la sua posizione. Omettere informazioni, nascondere beni, favorire alcuni creditori o fornire documentazione incompleta può compromettere l’accesso al beneficio.

Quali debiti possono essere inclusi nell’esdebitazione

L’esdebitazione può riguardare molti debiti rimasti non soddisfatti: finanziamenti, prestiti personali, carte revolving, scoperti di conto, debiti verso fornitori, debiti derivanti da attività economica, debiti fiscali e contributivi, nei limiti in cui rientrino nella procedura e non siano esclusi dalla legge.

Il punto fondamentale è che devono essere debiti anteriori alla procedura o comunque rientranti nel perimetro previsto. L’esdebitazione non è una protezione generale per ogni debito presente e futuro. Opera sui debiti compresi nella procedura e rimasti insoddisfatti secondo le regole del Codice.

Per i creditori anteriori che non hanno partecipato al concorso, l’articolo 278 prevede un effetto più limitato: l’esdebitazione opera solo per la parte eccedente la percentuale attribuita nel concorso ai creditori di pari grado.

Quali debiti non vengono cancellati dall’esdebitazione

L’esdebitazione non copre tutto. Alcuni debiti restano esclusi per legge.

L’articolo 278 prevede che restino esclusi dall’esdebitazione gli obblighi di mantenimento e alimentari, i debiti per risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale e le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

Come si utilizza l’esdebitazione nella pratica

Il primo passaggio è ricostruire la posizione debitoria. Bisogna sapere quanti sono i debiti, verso chi, con quali importi, da quanto tempo, se ci sono decreti ingiuntivi, pignoramenti, cartelle esattoriali, cessioni del quinto, garanzie, fideiussioni o procedure già avviate.

Il secondo passaggio è valutare il profilo del debitore. Una persona fisica consumatore avrà accesso a strumenti diversi rispetto a un professionista o a un piccolo imprenditore. Una persona incapiente, senza beni e senza reddito disponibile, dovrà essere valutata in modo diverso rispetto a chi possiede immobili, veicoli, quote, crediti o entrate stabili.

Il terzo passaggio è scegliere la procedura corretta. Non sempre l’esdebitazione del debitore incapiente è lo strumento adatto. Se ci sono beni da liquidare, può essere più coerente la liquidazione controllata. Se esiste una capacità di pagamento parziale, può essere valutata una ristrutturazione dei debiti del consumatore o un concordato minore.

Il quarto passaggio è predisporre la documentazione. La domanda deve essere sostenuta da dati completi, coerenti e verificabili. Nel caso del debitore incapiente, la legge richiede l’elenco dei creditori, gli atti di straordinaria amministrazione degli ultimi cinque anni, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e l’indicazione di tutte le entrate del debitore e del nucleo familiare.

Il quinto passaggio è passare attraverso l’OCC e il Tribunale. L’OCC aiuta a costruire il fascicolo e a rappresentare correttamente la situazione. Il giudice valuta la meritevolezza, l’assenza di frode, la mancanza di dolo o colpa grave e la completezza della documentazione.

Esdebitazione e debiti con Agenzia delle Entrate

L’esdebitazione può riguardare anche debiti fiscali e contributivi, quando rientrano nella procedura e non sono esclusi dalla legge. Questo è uno degli aspetti più rilevanti per chi ha cartelle esattoriali, debiti con Agenzia delle Entrate-Riscossione, contributi non versati o pendenze con enti pubblici.

Attenzione però: non bisogna confondere l’esdebitazione con una rottamazione o con uno stralcio automatico delle cartelle. La rottamazione è una misura fiscale speciale, con regole proprie. L’esdebitazione è invece un effetto di una procedura regolata dal Codice della Crisi, sottoposta al controllo dell’OCC e del Tribunale.

La valutazione va fatta caso per caso, perché contano la natura del debito, il momento in cui è sorto, la procedura scelta, la posizione complessiva del debitore e la presenza di eventuali cause di esclusione.

Esdebitazione e pignoramenti

Uno dei motivi per cui molte persone cercano informazioni sull’esdebitazione è la presenza di pignoramenti già in corso o il rischio che i creditori inizino nuove azioni esecutive.

L’esdebitazione può incidere sulle pretese residue dei creditori, ma non va confusa con un blocco immediato e automatico di qualunque azione in corso. Le singole procedure di sovraindebitamento possono prevedere specifiche misure protettive, ma queste vanno richieste e valutate nel percorso corretto.

In pratica, chi ha già un pignoramento dello stipendio, del conto corrente o della pensione deve prima capire quale procedura può essere attivata e quali effetti può produrre sulle azioni esecutive già iniziate. Solo dopo si può valutare se e come arrivare all’esdebitazione.

Esdebitazione familiare: quando i debiti coinvolgono più persone

Molte situazioni di sovraindebitamento non riguardano una sola persona. Possono coinvolgere coniugi, conviventi, familiari, garanti o membri della stessa famiglia che hanno contratto debiti insieme o che condividono la stessa causa di indebitamento.

Il Codice della Crisi prevede la possibilità di procedure familiari. I membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento quando convivono oppure quando il sovraindebitamento ha origine comune.

Questo può essere utile, ad esempio, quando marito e moglie hanno sottoscritto finanziamenti insieme, quando un familiare ha garantito i debiti dell’altro o quando l’intero nucleo familiare è entrato in crisi per la stessa ragione economica.

Perché farsi assistere prima di avviare la procedura

L’esdebitazione può cambiare radicalmente la posizione di una persona sovraindebitata, ma richiede una valutazione tecnica accurata. Il rischio più grande è presentare una domanda senza aver ricostruito bene la situazione, senza aver considerato garanti e coobbligati, senza aver verificato quali debiti sono esclusi o senza aver scelto la procedura corretta.

Rexpira affianca persone e famiglie nella ricostruzione della posizione debitoria e nella valutazione degli strumenti più adatti per affrontare il sovraindebitamento. Quando ricorrono i presupposti, l’esdebitazione può rappresentare una vera possibilità di ripartenza. Non perché cancella magicamente i problemi, ma perché consente di affrontarli dentro un percorso regolato, controllato e finalizzato a restituire al debitore una prospettiva economica sostenibile.

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