Il nostro cliente aveva chiuso la propria attività dopo un periodo economicamente difficile. Erano rimasti debiti fiscali iscritti a ruolo e, nel frattempo, aveva trovato un nuovo impiego come dipendente per ripartire. Proprio in questa fase di stabilizzazione è arrivato un atto di pignoramento presso terzi notificato da Agenzia delle Entrate-Riscossione per cartelle esattoriali relative ai debiti dell’attività cessata. Il datore di lavoro era stato coinvolto e lo stipendio rischiava di essere trattenuto fino a un quinto.
L’atto è stato ricevuto nei primi giorni di dicembre 2025. Il 2 dicembre 2025 la pratica è stata immediatamente trasmessa al nostro team legale. In tempi rapidissimi è stata predisposta opposizione all’esecuzione davanti al Tribunale competente, con richiesta di sospensione della procedura esecutiva.
Abbiamo effettuato accesso agli atti presso Agenzia delle Entrate-Riscossione, verificato le notifiche delle cartelle esattoriali, analizzato le somme iscritte a ruolo e controllato la posizione lavorativa indicata nell’atto di pignoramento. Dalla documentazione è emerso un elemento decisivo: il rapporto di lavoro oggetto del pignoramento risultava cessato prima della notifica dell’atto. In termini giuridici, mancava il presupposto concreto dell’esecuzione. Non esisteva un credito attuale su cui il vincolo potesse operare.
Nel giro di poche settimane si è tenuta l’udienza davanti al Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Milano. Con ordinanza, il Giudice ha dichiarato il pignoramento inefficace. La decisione è stata motivata dal venir meno dell’oggetto dell’esecuzione: in assenza di un rapporto di lavoro attivo al momento della notifica, la procedura esecutiva non poteva proseguire. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti ed è stato assegnato termine per l’eventuale introduzione del giudizio di merito sulle cartelle.
Il risultato è stato immediato: nessuna trattenuta sullo stipendio, blocco della procedura esecutiva e tutela del reddito del cliente. In poche settimane, dal ricevimento dell’atto alla decisione del Tribunale, il pignoramento dello stipendio è stato neutralizzato.
Questo caso dimostra che anche davanti a un pignoramento da Agenzia delle Entrate-Riscossione per cartelle esattoriali, la procedura non è automaticamente inattaccabile. È fondamentale verificare tempestivamente la regolarità dell’atto di pignoramento, l’esistenza del rapporto pignorato, la correttezza delle notifiche e la sussistenza dei presupposti dell’esecuzione. Un errore formale o un presupposto mancante possono rendere il pignoramento inefficace.
Se anche tu stai vivendo una situazione simile, è essenziale intervenire subito. Anche quando l’atto proviene da Agenzia delle Entrate-Riscossione, una verifica tecnica approfondita può cambiare l’esito della procedura esecutiva. Contattaci oggi stesso per una valutazione gratuita del tuo caso.