La perdita della propria casa all’asta è già un trauma enorme. Purtroppo, per molte famiglie, l’incubo non finisce con la vendita dell’immobile. C’è una convinzione molto diffusa secondo cui l’asta estingua automaticamente il debito con la banca, ma nella realtà non è sempre così.
Quella che raccontiamo oggi è la storia di una famiglia che, a seguito del fallimento dell’attività familiare e dell’impossibilità di sostenere le rate del mutuo, ha visto la propria abitazione essere venduta all’asta nel 2018.
Come accade frequentemente in questi casi, il ricavato della vendita non è stato sufficiente a coprire l’intero importo dovuto. Dopo la distribuzione delle somme ricavate dall’asta, è rimasto un debito residuo di circa 100.000 euro.
La perdita dell’abitazione, pertanto, non aveva posto fine alla vicenda. Il debito era ancora lì. Per recuperare tale importo, il creditore aveva quindi già avviato una procedura esecutiva di pignoramento dello stipendio, destinata a tradursi in trattenute mensili sulla retribuzione e a incidere pesantemente sul bilancio familiare.
Quando il cliente si è rivolto al nostro team, l’obiettivo era chiaro: trovare una soluzione definitiva che gli consentisse di chiudere una situazione destinata, altrimenti, a protrarsi ancora per molti anni.
Dopo un’approfondita analisi della posizione debitoria e una complessa attività di negoziazione con il creditore, siamo riusciti a raggiungere un accordo a saldo e stralcio, ottenendo la chiusura definitiva di un debito residuo di €100.000 con il pagamento di soli €10.000.
Grazie a questo accordo è stato possibile estinguere integralmente il debito, porre fine alla procedura esecutiva e liberare il cliente da una situazione che sembrava ormai senza via d’uscita.
