Tipologie di assegni

L’assegno è uno strumento di pagamento utilissimo poiché consente di effettuare versamenti, anche di somme elevate, senza la necessità dei contanti. Facilita, inoltre, il controllo delle spese e di tutti i pagamenti, contribuendo ad una migliore gestione delle economie familiari.

Esistono diverse tipologie di assegni, ciascuno con caratteristiche e modalità di impiego differenti. In questo articolo ti spieghiamo come utilizzare gli assegni, come compilarli prima dell’emissione e come evitare di incorrere in spiacevoli sanzioni.

Assegni: tipologie e caratteristiche

L’assegno è un documento di credito prestampato attraverso il quale un soggetto (traente) ordina alla banca (trattario) il versamento di un determinato importo a favore di un destinatario (beneficiario). Differenti per caratteristiche e utilizzo, le tipologie di assegni esistenti sono:

  • Assegno bancario;
  • Assegno circolare;
  • Assegno postdatato;
  • Assegno non trasferibile;
  • Assegno a vuoto.

Assegni bancari

L’assegno bancario è un titolo di credito con il quale il titolare di un conto corrente (traente o emittente) ordina alla banca (trattario) di pagare “a vista” la somma di denaro indicata sul titolo ad un soggetto beneficiario. Affinché il pagamento possa avere luogo, è necessario che sul conto ci sia disponibilità economica. Il correntista, al momento dell’apertura del conto corrente, riceve dalla propria banca un libretto di assegni (carnet) contenente generalmente 10 o 20 titoli facilmente staccabili.

Ciascun assegno riporta il medesimo schema, la denominazione “assegno bancario” e il nome dell’istituto di credito che lo ha rilasciato.

Per essere autorizzato all’utilizzo, il correntista dovrà depositare la propria firma affinché la banca ne possa verificare l’autenticità sugli assegni presentati al momento dell’incasso.

L’assegno è composto da due parti: la matrice e l’assegno vero e proprio. La matrice rimane al traente come “promemoria” dell’assegno staccato. In essa, infatti, l’emittente annoterà importo, data di emissione, beneficiario e altri dati utili.

L’assegno, ossia il documento di credito, una volta compilato correttamente in tutte le sue parti, viene consegnato al beneficiario. Per essere poi presentato alla banca per la riscossione dell’importo spettante.

Assegni circolari

L’assegno circolare è un normale documento di credito a vista, mediante il quale l’istituto bancario garantisce di pagare una determinata somma di denaro all’ordine del beneficiario a patto che l’assegno stesso non risulti rubato. Rispetto all’assegno bancario che potrebbe risultare scoperto, l’assegno circolare offre al beneficiario garanzie aggiuntive poiché l’importo da riscuotere è già disponibile presso la banca.

Inoltre, per richiedere l’emissione di un assegno circolare, non è necessario essere correntisti. Ricevuto l’importo in contanti dal traente, la banca emetterà il credito tramite assegno circolare al beneficiario indicato sul titolo. In questo caso, è la banca stessa che diventa debitrice dei confronti de beneficiario e per questo motivo, l’assegno circolare risulta lo strumento di credito più sicuro nei casi di compravendite immobiliari o per il pagamento di importi elevati.

Dal momento dell’emissione, l’assegno circolare può essere riscosso entro 30 giorni, trascorsi i quali rimane incassabile ma con una tutela minore.

Assegni Postdatati

Molto spesso in ambito commerciale viene utilizzato l’assegno postdatato che, a differenza dell’assegno bancario, non deve essere incassato entro 8 giorni su piazza o 15 giorni se fuori piazza dalla data di emissione. L’assegno post datato consente la dilazione del pagamento in relazione alla disponibilità di fondi sul conto corrente e, in relazione alle eventuali sanzioni penali previste in caso di mancato pagamento, rappresenta una garanzia di credito più sicura rispetto alla cambiale.

Assegni Non trasferibili

Gli assegni essendo dei titoli di credito all’ordine, sono per loro natura trasferibili mediante girata. Tuttavia, la trasferibilità degli assegni non è possibile nel caso in cui si faccia ordine di pagamento alla banca di importi elevati. La legge impone la clausola non trasferibile per gli assegni di ingenti quantità di denaro e l’obbligo di inserire la dicitura NON TRASFERIBILE su entrambi i lati dell’assegno.

Assegni a vuoto

Quando il conto corrente del traente è privo di fondi, l’assegno emesso viene chiamato “assegno a vuoto”.

In questo caso, l’emittente sarà passibile di sanzioni:

  • Sanzioni penali se il pagamento dell’assegno non avverrà entro 60 giorni dal protesto;
  • Sanzioni civili consistenti, come nel caso delle cambiali, nell’espropriazione dei beni;
  • Sanzioni accessorie, ossia l’impossibilità di ottenere il consenso per l’apertura di un nuovo conto corrente da parte delle banche.

Come si compila un assegno

Gli assegni correttamente compilati sono pagabili “a vista” e possono essere riscossi dal beneficiario nel momento stesso in cui vengono presentati alla banca. La mancanza di un’informazione o un’errata compilazione dell’assegno ne impedirebbe la riscossione.

Per questo motivo è importante compilare gli assegni con accuratezza, utilizzando una penna ad inchiostro indelebile e indicando con precisione:

  • Luogo di emissione;
  • Data di emissione;
  • Importo in cifre e lettere, sempre con due decimali, anche nel caso in cui l’ammontare sia pari a zero;
  • Il nome del beneficiario (persona o società);
  • La firma che sottoscrive l’ordine di pagamento alla banca.

Compilato correttamente in tutte le sue parti, l’assegno può essere staccato e consegnato al beneficiario. Il traente rimarrà in possesso della matrice sulla quale è riportato il numero dell’assegno e sulla quale potrà annotare data, importo e beneficiario al fine di avere traccia privata per il controllo dei pagamenti effettuati tramite assegni.

Importante: nel caso in cui gli assegni presentino inesattezze, o risultino compilati con una calligrafia poco chiara e fraintendibile, la banca ha il diritto di poter rifiutare il pagamento.

Infine, è bene sapere, che in caso di furto o smarrimento dovuto a una cattiva custodia del libretto di assegni, in assenza di denunce che ne attestino la perdita, il titolare potrebbe essere accusato di eventuali danni o reati dovuti ad un utilizzo fraudolento dei titoli di credito in esso contenuti.

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