La cartella esattoriale è un documento per mezzo del quale l’Agenzia delle Entrate e Riscossione richiede al contribuente il saldo di un importo in debito per conto di un creditore. Sostanzialmente è uno strumento che informa i contribuenti della propria posizione debitoria e l’iscrizione a ruolo da parte degli enti creditori (Inps, Comuni, Inail, ecc.) dell’importo indicato in cartella.

Qual è il termine prescrizionale delle cartelle di pagamento per debiti INPS? Cosa si può fare se la cartella esattoriale è prescritta? É possibile avere uno sgravio o una rateizzazione delle cartelle esattoriali Inps? In questo articolo ti spieghiamo come comportarti in caso ti sia stata notificata una cartella esattoriale da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale.

Notifica cartella esattoriale Inps

La notifica di una cartella esattoriale, detta anche cartella di pagamento, è sempre preceduta da un avviso di accertamento che impone al contribuente il pagamento della somma dovuta all’ente creditore. Gli importi ceduti dall’INPS all’Agenzia delle Entrate e Riscossione che costituisco il contenuto della cartella sono:

  • crediti previdenziali a favore di aziende con dipendenti;
  • crediti a favore di aziende agricole;
  • crediti a favore delle categorie di lavoratori autonomi.

Il contribuente, dall’avvenuta notifica della cartella esattoriale, avrà 60 giorni di tempo per potersi difendere attuando due differenti strategie:

  • presentare ricorso al tribunale del lavoro di residenza;
  • pagare quanto notificato in cartella.

Se il soggetto debitore decide di non presentare ricorso o di non adempiere al pagamento del debito, a suo carico verranno addizionati gli interessi di mora, sanzioni civili e altri eventuali costi nel caso si avanzino procedure cautelari o esecutive. Attraverso la notifica, la cartella di pagamento viene portata a conoscenza del contribuente debitore.

Qual è il termine di prescrizione delle cartelle esattoriali Inps?

Con la pronuncia n° 23397 del 2016, la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che il termine prescrizionale delle cartelle di pagamento per debiti Inps sia di 5 anni (a partire dall’avvenuta notifica delle medesime) precisando, inoltre, che la prescrizione decennale si applica solamente per casi di titolo giudiziale definitivo ovvero passati in giudicati, cosa non definibile per le cartelle esattoriali quali atti amministrativi senza alcuna efficacia di giudicato.

Quando si riceve una cartella di pagamento Inps, risulta fondamentale capire se si tratti innanzitutto di una cartella prescritta o meno, per poi riuscire a valutare le possibili strategie da adottare per ottenere un eventuale sgravio.

Accertata la prescrizione della cartella di debito, il ricorrente con il supporto di un esperto legale di diritto tributario potrà intraprendere due differenti azioni:

  • Richiedere l’annullamento della cartella in autotutela
  • Richiedere la sospensione della riscossione

Tuttavia, è possibile fare richiesta di uno sgravio sulla cartella Inps a patto che avvenga successivamente ad un ricorso in autotutela o in seguito alla pronuncia favorevole dell’autorità giudiziaria.

Altra possibilità è richiedere anche la rateizzazione della cartella Inps a condizione che i debiti non siano iscritti a ruolo.

Infine, esiste anche è la possibilità di avanzare opposizione alla cartella esattoriale nel caso in cui in essa si riscontrino vizi formali (cartelle con anomalie formali) o vizi sostanziali (se il debito sussiste solo in parte o è addirittura inesistente).

Se desideri avere maggiori informazioni o hai necessità di un supporto legale e professionale per capire quale strategia adottare in merito ad una cartella esattoriale Inps iscritta a tuo carico, rivolgiti a Rexpira. Analizzeremo la tua situazione debitoria e valuteremo la migliore soluzione per risolvere i tuoi problemi fiscali.