Se la casa è un traguardo di tutti, purtroppo è il mutuo che può diventare un problema di tanti!

Complice l’attuale crisi, frequenti sono purtroppo le situazioni sfavorevoli che influiscono sul nostro tenore di vita e sulla nostra disponibilità economica: spese impreviste, calo delle entrate nel reddito familiare, accumulo di finanziamenti, fine dei rapporti di lavoro, rappresentano una spiacevole realtà della società attuale.

Il periodo non è certo dei migliori e le statistiche non fanno che confermarlo: 6 famiglie su 10 hanno problemi a pagare le rate del mutuo.

In questo clima di disagio finanziario anche le banche hanno compreso di dover rivedere i propri limiti e cercare di trovare soluzioni applicabili al fine di evitare il pignoramento dell’immobile in caso di alcune rate insolute del mutuo.

Arrivare al pignoramento, non conviene né al creditore né al debitore: se da una parte infatti, il mutuatario rischia la perdita della casa, dall’altra, l’istituto di credito rischierebbe di riportare una grave perdita mettendo all’asta l’immobile e vendendolo ad un prezzo molto inferiore rispetto al debito residuo. Una “concordia” di interessi che costringe le banche ad allentare, per il momento, la presa sui clienti insolventi.

E’ possibile dunque affrontare il problema e proporre alla banca diverse soluzioni, che dipendono da tanti fattori oltre che dalla capacità di reddito; è possibile proporre un piano di rientro dilazionato, in modo da prolungare il finanziamento e ridurre le somme da versare per singola rata, sarebbe possibile richiedere anche una sospensione temporanea del pagamento rateale del mutuo, oppure si potrebbe ottenere ancora la sospensione del pagamento della quote capitale, continuando a versare solamente le quote interessi in modo da non ritrovarsi con aumenti insostenibili delle rate al momento poi della ripresa del regolare pagamento.

E’ anche possibile avanzare una proposta a saldo e stralcio, ossia un accordo transattivo tra creditore e debitore per riuscire a chiudere il mutuo “sofferente”. Il debitore potrà, dunque, estinguere in via bonaria la propria posizione debitoria mediante il pagamento comprensivo di capitale, interessi e spese per un importo minore. In questo caso si potrà anche vendere l’ immobile ad un prezzo più basso e far estinguere il mutuo dall’ acquirente.

Consenguenze del mancato pagamento del mutuo. Cosa fare quando l’immobile rischia il pignoramento?

A fronte di un certo numero di rate insolute e conseguentemente alla definitiva incapacità o impossibilità di proseguire con i pagamenti , la banca può richiedere l’intero debito residuo ed, in caso di mancato pagamento, può sottoporre a pignoramento l’immobile avviando una procedura esecutiva forzata per conseguire, con il ricavato della vendita all’asta, soddisfazione parziale o integrale delle proprie ragioni.
Secondo quanto previsto dall’art. 40 Testo unico Bancario, fino a 180 giorni dal mancato pagamento della rata, la banca creditrice può solamente richiedere il pagamento con gli interessi di mora. Scaduti i 180 giorni, la banca può chiedere invece la decadenza del diritto alla rateizzazione del debito, intimando l’immediato versamento di tutto l’importo dovuto.

Prima di arrivare al pignoramento però il soggetto creditore deve seguire un iter giudiziario che prevede un’ingiunzione di pagamento seguito da un atto di precetto.
Il decreto ingiuntivo viene emesso dal giudice, ed è un titolo esecutivo mediante il quale il creditore riesce a far valere il proprio credito. Ci sono 40 giorni di tempo per potersi opporre,trascorsi i quali si procederà con la notifica dell’atto di precetto, ossia la formale intimazione che concede al debitore gli ultimi 10 giorni per saldare il debito.
Andati a vuoto entrambi questi tentativi di recupero, si arriva all’ultimo stadio rappresentato dal pignoramento, atto con il quale ha inizio l’espropriazione forzata del bene.

L’atto di precetto vale 90 giorni ed entro questo lasso di tempo deve essere eseguito il pignoramento, ma sarà ancora possibile cercare di vendere la casa, trovando un accordo con la banca per un saldo e stralcio complessivo dei debiti, prima dell’asta giudiziaria.

Fin quando l’asta non viene aggiudicata è possibile intervenire.

Il consiglio di Rexpira è certamente quello di cercare in tutti i modi di evitare la vendita giudiziaria dell’immobile.

Il rischio è infatti, che con il ricavo della vendita non si riesca a coprire tutto il debito residuo, gli interessi legali e di mora e quindi oltre al dolore di perdere l’immobile si resta comunque debitori nei confronti della banca, che per rientrare completamente con il credito potrebbe procedere con ulteriori pignoramenti.

Sicuramente, nel momento in cui viene emesso un provvedimento di pignoramento, tempestività e velocità di intervento sono fondamentali proprio per ottenere significativi margini d’azione e riuscire a bloccare, sospendere o ritardare le azioni esecutive dell’istituto creditore.

Rexpira esamina ogni contratto di mutuo per riuscire ad opporsi all’ingiunzione o all’ atto di precetto e studia ogni soluzione utile per cercare di salvare la tua casa o per assicurare che le venga dato il “giusto valore”, affiancandoti in tutte le operazioni collegate alla cessione del bene e all’estinzione del debito.