Gli ANF, Assegni Nucleo Familiare, sono un tipo di prestazione economica che viene riconosciuta dall’INPS e solitamente viene anticipata dal datore di lavoro, erogandola assieme allo stipendio. Ma cosa succede se una persona matura dei debiti che non è in grado di onorare? In questo caso, gli assegni familiari possono essere pignorati?

Cosa dice la legge in merito

Secondo quanto scritto nel codice di procedura civile, non possono essere pignorati i seguenti crediti:

  • I crediti alimentari (a meno che non vi sia un mancato versamento di alimenti);
  • I sussidi di grazia o di sostegno a persone incluse nell’elenco dei poveri;
  • I sussidi di maternità;
  • I sussidi di malattie o funerali da istituti di assicurazione, assistenza o beneficienza.

Le norme che disciplinano gli Assegni Familiari si trovano all’interno di una legge speciale del 1955, la n. 797, tutt’ora in vigore seppure con i relativi aggiornamenti verificatisi nel corso degli anni. Secondo l’articolo 22 di questa legge, di norma gli assegni familiari non si possono pignorare o sequestrare.

Nel concreto, la situazione è riassumibile così:

  • Se il pignoramento dello stipendio (o altro) viene avviato per crediti privati, tasse o imposte, gli ANF sono impignorabili.
  • Se si verifica il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento o alimenti, gli ANF sono pignorabili.

Quando non è possibile pignorare gli assegni familiari

Gli assegni familiari (ANF) non sono mai pignorabili o sequestrabili. Che differenza c’è tra pignorare e sequestrare? In questo caso, “pignorare” fa riferimento al pignoramento a causa di un mancato pagamento dei debiti. Invece, “sequestrare” riguarda il sequestro penale, che è appunto diverso dal pignoramento: può essere preventivo o conservativo, e può verificarsi nel caso in cui una persona commetta un reato. Ma alla pari del pignoramento, il sequestro penale non può mai essere fatto sugli assegni familiari.

Gli Assegni Nucleo Familiare vanno quindi corrisposti dal datore di lavoro nella loro interezza, anche quando il lavoratore non paga quanto indicato di seguito:

  • Un fornitore;
  • Una pubblica amministrazione;
  • Una fattura;
  • Una sentenza di condanna;
  • Qualunque altro tipo di soggetto pubblico o privato;
  • Le cartelle esattoriali dell’Agenzia Entrate Riscossione e di qualunque altra società tenuta a riscuotere i debiti.

Diverso è invece il discorso dello stipendio: se da esso escludiamo la parte relativa agli assegni familiari, la retribuzione in alcuni casi può essere pignorabile di un quinto.

Oltre agli assegni familiari, anche le quote di maggiorazione della pensione per i familiari a carico non sono pignorabili: a stabilirlo è stata la sentenza della Cassazione n. 3870/1979. Queste quote di maggiorazione della pensione vengono infatti considerate “uguali” agli assegni familiari, hanno cioè la stessa funzione.

I casi in cui il pignoramento è possibile

La legge che stabilisce il divieto di pignoramento degli ANF sottolinea però che c’è un’eccezione in cui invece è possibile farlo: quando il creditore corrisponde alla persona a cui tali assegni sono corrisposti ma non li riceve, perché c’è un omesso versamento degli stessi, oppure del mantenimento.

Come noto, gli assegni familiari si concedono ai lavoratori che hanno coniuge e/o figli nel proprio nucleo familiare. Tenuto conto di ciò, immaginiamo la seguente situazione:

  1. Marito e moglie che hanno due figli a carico divorziano.
  2. Il giudice condanna l’ex marito a versare il mantenimento ai bambini e all’ex moglie.
  3. L’ex marito non rispetta quest’obbligo.

In questo caso, l’ex moglie può intervenire contro l’ex marito e pignorargli non soltanto un quinto dello stipendio, ma anche gli assegni familiari. Perché può accadere questo? Perché sebbene la giurisprudenza indichi che mantenimento e alimenti siano qualcosa di diverso, la loro natura è identica nella sostanza.

Nell’esempio appena esposto, gli alimenti sono dovuti alla ex moglie che versa in condizioni di miseria o non è del tutto in grado di provvedere al proprio sostentamento. Il mantenimento è invece dovuto soltanto se c’è una sproporzione economica tra i redditi dei due ex coniugi.

Quindi, se una persona non versa gli alimenti o il mantenimento ad uno dei soggetti del suo nucleo familiare per i quali percepisce gli ANF, questi possono essere pignorati.

Vuoi saperne di più?

Se hai un problema con gli assegni familiari e temi che questi possano essere pignorati, puoi rivolgerti ai nostri consulenti del debito, così da fare chiarezza sulla tua situazione. Richiedi ora la consulenza gratuita: compila il modulo qui sotto oppure chiama il nostro numero verde gratuito 800 593 273.