Se ne sente parlare sempre più spesso, ma cos’è la cessione del quinto (dello stipendio o della pensione)? Si tratta una tipologia di prestito personale, sempre più richiesta, perché presenta numerosi vantaggi: primo fra tutti il fatto di poter essere accordata anche a chi ha avuto in passato problemi di affidabilità creditizia. Ma scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere.

Si chiama “cessione del quinto” perché il debito contratto viene rimborsato attraverso una trattenuta in busta paga, o nella pensione, di una quota non superiore ad un quinto dell’importo mensile netto. Non può avere durata superiore a 120 mesi ed è un finanziamento “non finalizzato”, vale a dire che non è necessario specificare il motivo per il quale si richiede il prestito stesso.

È un prestito garantito a tasso fisso che consente di gestire con tranquillità le spese e/o ottenere liquidità per acquisti importanti: non ci sono infatti rischi che il prestito non venga restituito, dal momento che viene trattenuta una quota dello stipendio o della pensione, ed è inoltre prevista una polizza assicurativa che tutela l’ente o l’azienda, in caso di eventuali problemi o interruzioni del rapporto di lavoro.

Come funziona la cessione del quinto

È molto semplice. Una volta analizzati tutti i requisiti, si stipula un vero e proprio finanziamento con un istituto di credito per una determinata cifra, da restituire in un certo numero di rate. A differenza però del prestito personale classico, in cui il pagamento delle rate viene effettuato personalmente dal richiedente/debitore e secondo modalità concordate nel contratto, nella cessione del quinto succede che:

  • le rate vengono trattenute automaticamente dal datore di lavoro, o dall’istituto previdenziale che eroga la pensione, e versate all’istituto di credito.
  • la rata mensile, comprensiva di interessi, non può mai superare il quinto dello stipendio o della pensione.

Come richiedere la cessione del quinto

Non tutti purtroppo possono richiedere questo tipo di finanziamento. Occorrono particolari requisiti di ammissibilità, sia per chi fa richiesta del prestito sia per il datore di lavoro che, come detto sopra, deve rimborsare alla banca la rata mensile.

Possono fare richiesta di cessione del quinto solo alcune categorie di lavoratori e consumatori, ovvero:

  • Pensionati, che abbiano un’età uguale o inferiore agli 85 anni (il limite massimo di età varia poi dall’istituto di credito interessato);
  • lavoratori dipendenti pubblici e statali;
  • lavoratori dipendenti privati con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Sono previsti, in questo caso, requisiti di ammissibilità anche per le aziende e/o datori di lavoro, tra cui, ad esempio, un determinato numero minimo di dipendenti o un capitale sociale minimo.
  • lavoratori con contratto a tempo determinato, purché il debito venga ripagato entro il termine di scadenza del contratto di lavoro stesso.

Fondamentale diventa quindi il ruolo del datore di lavoro, dal momento che, non solo l’azienda deve soddisfare tali requisiti, ma deve al contempo essere d’accordo in merito all’operazione di finanziamento, in quanto il suo assenso è indispensabile per procedere concretamente al versamento delle somme trattenute mensilmente al lavoratore, nella percentuale stabilita dal contratto di finanziamento, che vanno corrisposte a chi ha concesso il prestito.

Altri aspetti importanti da considerare, quando si accende una cessione del quinto sono:

  • non si pretende che il richiedente fornisca garanzie reali, immobiliari o patrimoniali, non essendo previsti giustificativi di spesa. Cioè: non sono richieste garanzie particolari, perché il finanziamento è di fatto garantito dal TFR maturato (per i dipendenti) o dalla pensione, che rappresentano una forma di tutela in caso di perdita di lavoro, infortunio e rischio vita.
  • può essere richiesta anche da chi ha in corso altre tipologie di prestito;
  • può essere accordata anche a chi ha avuto precedenti problemi di solvibilità finanziaria. Alla cessione del quinto possono accedere infatti anche i cosiddetti cattivi pagatori o protestati. Essendo infatti un’operazione di credito garantita, in quanto basata su un’entrata fissa corrisposta mensilmente e in maniera automatica, dopo un accurato esame dei requisiti di ammissibilità sia del debitore che del datore di lavoro, gli istituti bancari e gli intermediari finanziari abilitati sono solitamente propensi ad accordare questo tipo di prestito.

Calcolo cessione del quinto

Quando si richiede la cessione del quinto (dello stipendio o della pensione) può essere utile riuscire a fare due calcoli per sapere orientativamente a quanto ammonterà la rata massima che può trattenere l’istituto di credito a cui è stato richiesto il prestito. Con questo tipo di prestito la rata non dipende, infatti, dall’importo richiesto, bensì dall’ammontare dello stipendio netto o della pensione.

Nel caso dello stipendio, la prima cosa da fare è calcolare l’importo mensile netto.  Lo stipendio netto si calcola eliminando dalla retribuzione mensile lorda tutte le eventuali voci variabili, esempio: straordinari, premi produzione, i turni o gli assegni familiari. Si moltiplica quindi il risultato per il numero di mensilità percepite nell’anno (da 12 a 14); si divide la somma per 12 (cioè il numero di rate che prevede l’ammortamento di una cessione del quinto) e infine si divide il risultato per 5, per ottenere l’importo della singola rata.

Facciamo subito un esempio pratico:

Stipendio netto: 1.200 euro
1.200*14 =16.800
16.800/12 =1.400 €
1400/5 = 280 euro
Ammontare totale della rata (trattenuta): 280 euro

Nel caso della pensione, per calcolare la rata, bisogna calcolare prima “l’importo cedibile”, che è al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, in modo da non intaccare in nessun modo l’importo della pensione minima stabilito annualmente dalla legge. Il calcolo va cioè fatto assicurando sempre la salvaguardia della pensione minima e questo spiega anche perché i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione.

Facciamo anche qui un esempio:

Pensione lorda: 1.500 €
Trattenute fiscali e previdenziali: 400 €
Pensione netta: 1.100 €
Quinto del netto della pensione: 220 €

La quota cedibile è 220 euro e l’ammontare della cessione va calcolata in base a tale dato.

Cosa succede in caso di licenziamento?

È importante ribadire che, nel momento in cui ci si trova a stipulare una cessione del quinto, gli istituti di credito mettono in moto tutta una serie di meccanismi finalizzati, in caso di imprevisti, a garantire la loro completa tutela. Ricordiamo che le rate per il rimborso del prestito vengono versate dall’azienda presso cui si lavora: quindi, in caso di licenziamento, sarà l’azienda stessa ad effettuare il versamento finale a copertura del debito, trattenendolo dal TFR.

Questa situazione si verifica non solo quando la decisione di licenziamento proviene dall’azienda, ma anche quando sia il lavoratore a dimettersi. Verrà inoltre trattenuto non solo il TFR, ma ogni altra indennità dovuta a qualsiasi titolo per effetto della risoluzione del rapporto di lavoro. Ci sono casi in cui però il licenziamento non deriva da un cattivo rapporto di lavoro, ma dal fallimento dell’azienda. In queste particolari situazioni, il rimborso del debito sarà a carico della società assicurativa incaricata.

Alla cessione del quinto è infatti associata sempre la sottoscrizione di polizze assicurative, obbligatorie per legge, tali da garantire il pagamento del finanziamento, tutelandolo dal rischio vita o problemi diversi dall’impiego, in via sussidiaria rispetto alla garanzia fornita dal TFR.

E ancora: nel caso in cui si riuscisse a trovare subito un nuovo impiego, la banca potrà notificare il contratto di cessione del quinto al nuovo datore di lavoro, per la regolare prosecuzione delle trattenute sulla nuova busta paga, tenendo conto naturalmente delle rate già pagate, nonché di quanto versato tramite il TFR.

In conclusione, si può con certezza affermare che la cessione del quinto può rappresentare una valida soluzione per ottenere liquidità, consentendo l’accesso al credito anche ai cosiddetti cattivi pagatori o protestati.

In ogni caso, Rexpira può fornire consigli utili al riguardo e nel caso tu non possa accedere a questo tipo di finanziamento, possiamo comunque intervenire ed aiutarti, valutando in dettaglio la tua situazione. Sarà possibile verificare tutte le banche dati, analizzarle e studiare la strada giusta per riabilitare il tuo profilo creditizio, permettendoti nuovamente di essere finanziabile.