Asta giudiziariatermina l’esecuzione forzata se il valore della casa si abbassa notevolmente.

Una casa pignorata e messa all’asta, difficilmente si vende al primo tentativo. Molti di solito sono gli “esperimenti di vendita” che vanno deserti, e di volta in volta il prezzo a cui viene proposto l’immobile si abbassa di una percentuale stabilita dal giudice.

L’assegnazione definitiva avviene spesso al quarto, quinto tentativo, a prezzi ribassati del 30-40%, talvolta del 60%, rispetto al valore effettivo cosicchè il ricavato della vendita spesso non basta a soddisfare i creditori con il rischio che chi subisce tutto questo si trova senza casa e con altri debiti da pagare.

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014 è la legge che dispone la possibilità di conclusione anticipata della procedura esecutiva per sua “infruttuosità”. Ai sensi dell’art. 164-bis: “quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo”.

E’ diventata quindi legge la misura che prevede la chiusura del pignoramento di un immobile, quando a seguito di una serie di aste deserte, vede il suo valore troppo ribassato.

Il giudice ha infatti l’obbligo di chiudere anticipatamente tutto il procedimento, nel caso in cui il valore della casa pignorata scende troppo al di sotto del suo valore di mercato.

Facciamo un esempio per meglio chiarire cosa accadeva prima della norma in questione:

consideriamo un debito maturato con la banca di 100.000 € e che la casa ne valga 130.000€. Dopo una serie di aste deserte e a seguito di numerosi ribassi l’immobile viene venduto a 50.000 €.

RISULTATO: né il debitore né il creditore traggono alcun vantaggio.

Il debitore, oltre a perdere la propria casa, vedrebbe svenduto il proprio immobile. Riuscirebbe, di conseguenza, a coprire solo parzialmente il proprio debito, rimanendo ancora debitore di altri 50.000 €.

Il creditore, dall’altra parte, dopo aver anticipato elevati importi per le spese di pignoramento, ed aver atteso tempi lunghissimi nella speranza di recuperare il proprio credito rischierebbe di riavere solo una parte dei soldi che gli sono dovuti.

Scopo della nuova norma sembra essere dunque, quello di tutelare i debitori, di evitare la svendita dei loro immobili garantendo i loro diritti e di proprietari e di persone. L’obbligo del giudice di chiudere in modo definitivo la procedura esecutiva in caso di deprezzamento eccessivo del valore del bene, evita infatti che il debitore esecutato perda la propria casa, ma lo condanna, al tempo stesso, a rimanere con i debiti da saldare, a rimanere segnalato come cattivo pagatore negandogli la possibilità di ottenere un eventuale prestito.

Due facce di una stessa medaglia: da una parte si garantisce tutela alla casa e al debitore, dall’altra, in realtà, non si risolve uno dei problemi più rilevanti che oggi riguarda le persone,ossia l’ estinzione dei loro debiti e l’eliminazione di tutte le ansie che minacciano la loro serenità.

Una via d’uscita definitiva al problema è rappresentata da Rexpira che ha consolidato una significativa esperienza nella gestione del contenzioso bancario garantito da immobili. Quando pagare l’intero debito diventa un problema Rexpira interviene trattando direttamente con i creditori e, mediante, ti permette di liberarti definitivamente dai debiti.

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