Hai ricevuto una lettera di revoca del tuo fido bancario e non sai come comportarti? In questo articolo ti spieghiamo come difenderti dalle revoche illegittime e come richiedere un piano di rientro alla banca.

La revoca del fido bancario rappresenta un problema non indifferente per i soggetti che sono chiamati dalla banca a versare l’intero scoperto del proprio conto corrente. Tuttavia, gli istituti bancari possono inviare lettera di revoca fido e procedere alla chiusura del conto, solo se dietro giustificato motivo e comunicando il recesso tramite raccomandata 15 giorni prima, nel caso in cui il fido bancario sia a termine (con data di scadenza prestabilita). Se invece il fido è stato concesso senza alcun termine, il recesso può essere comunicato al cliente anche solo con un giorno di preavviso.

Cos’è il fido bancario

Tutte le banche possono concedere ai propri clienti un fido bancario. Tramite questo strumento di credito, l’istituto bancario contrattualizzazione (con garanzia reale o personale) l’obbligo di predisporre a favore del proprio cliente una somma di denaro per un determinato lasso di tempo o a tempo indeterminato. Pe aziende e privati, la possibilità di avere uno scoperto o del denaro a disposizione nel momento in cui non ci sia liquidità sul proprio conto corrente, è sicuramente un’importante garanzia.

Il richiedente fido ha a disposizione una somma di denaro (pattuita con la banca), anche nel caso in cui il saldo del conto corrente sia negativo, a patto che rimborsi il denaro ricevuto non appena ne abbia disponibilità. Al momento della contrattualizzazione, la banca (oltre all’importo) stabilisce: il piano di rientro, l’ammontare delle rate e le tempistiche riguardo al saldo del debito.

Quando avviene la revoca del fido bancario?

Solo in presenza di giustificati motivi, la banca ha il potere di revocare il fido concesso e di richiedere la restituzione delle somme erogate al correntista oltre gli interessi maturati fino a quella data.

In ogni caso, bisogna sempre accertarsi riguardo la legittimità della richiesta di revoca del fido avanzata dalla banca, in quanto essa può avvenire solamente per giusta causa.

La legge stabilisce che gli istituti di credito devono rispettare i seguenti termini di revoca:

  • Per fidi bancari con contratto a tempo determinato la banca non può recedere dal contratto di apertura prima della scadenza del termine, se non per giusta causa comunicata con raccomandata che indichi specifiche motivazioni ed entro 15 giorni prima la data di restituzione (comma 3 art. 1845 del C.C.)
  • Per fidi bancari con contratto a tempo indeterminato, entrambe le parti possono recedere il contratto mediante preavviso nel termine indicato nel contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni.

Tuttavia, secondo la giurisprudenza, le banche possono avvalersi del diritto di recessione anche senza giusta causa ma è necessario che venga sempre rispettato il principio generale di correttezza e buona fede. A tutela del cliente, è comunque ritenuta illegittima una revoca avvenuta con modalità impreviste e arbitrarie, in contrasto con le aspettative del cliente.

La revoca del fido bancario può avvenire senza preavviso?

Una dichiarazione di recesso avvenuta in assenza di comunicazione o in violazione delle modalità di preavviso stabilite dalla legge costituisce motivazione fondante di revoca del fido illegittima.

Nella revoca del fido bancario, il preavviso al debitore rappresenta una responsabilità della banca. Un recesso che avvenga senza comunicazione o con un preavviso che non rispetti i termini stabiliti dal contratto e dalla legge, costituisce motivo di illegittimità della revoca.

L’art. 1845 del C.C. dispone che “la banca non può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se non per giusta causa” e al contempo “la banca deve concedere un termine di almeno quindici giorni per la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi accessori” con contratto a tempo determinato. Quando il contratto è stato aperto a tempo indeterminato la revoca del fido può avvenire “mediante preavviso nel termine stabilito dal contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni”.

Si può affermare che la revoca del fido in assenza di preavviso o senza comunicazione è un abuso del diritto di revoca per il quale si può fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

Cosa fare quando avviene la revoca del fido bancario?

In caso di revoca del fido bancario, se la banca avrà agito nelle modalità previste dalla legge, nel rispetto dei tempi di preavviso e in perfetta diligenza secondo i termini prestabiliti in contratto, il debitore potrà solamente ricorrere ad un accordo bonario con l’istituto di credito proponendo un piano di rientro. Soluzione particolarmente conveniente in caso di mancato risanamento debito per evitare una segnalazione alla Centrale Rischi o l’avvio di procedure di recupero crediti.

In caso di revoca fido bancario illegittima e non giustificata, il correntista potrà opporsi ricorrendo all’Arbitro Bancario Finanziario o avviare una causa contro l’istituto per abuso del diritto di revoca del fido e richiedere il risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali.

Piano di rientro fido bancario

Il piano di rientro bancario rappresenta il rimedio stragiudiziale più conveniente alla revoca del fido e alla richiesta di rientro delle somme dovute.

Il piano di risanamento, è un accordo negoziale tra la banca e il cliente che consente il pagamento rateale dell’importo concordato fino alla completa estinzione del debito.

La banca e il correntista dovranno accordarsi al fine di trovare una soluzione che permetta di soddisfare il diritto di credito dell’istituto e di offrire al correntista la possibilità di pagare le rate senza difficoltà. Risulta quindi fondamentale, che il debitore predisponga di un piano di rientro realistico e sostenibile.

È importante affidarsi ad esperti professionisti nel diritto bancario che sappiano sviluppare un’analisi utile per dimostrare che il piano di rientro proposto alla banca sia realmente sostenibile dal cliente a cui è stato revocato il fido. Inoltre, una perizia econometrica sugli accordi tra le due parti, gli estratti conto del debitore ed eventuali irregolarità e illeciti nelle condizioni contrattuali applicate dalla banca, può offrire la possibilità di riuscire a negoziare un piano di rientro quanto più vantaggioso per il correntista.

La banca, dopo aver valutato la proposta di risanamento avanzata dal debitore, potrà decidere liberamente di accettare o rifiutare il piano di rientro bancario. Non è sempre necessario intentare una causa per potersi avvalere delle proprie ragioni, molto spesso si può risolvere un contenzioso attraverso una transazione o un saldo e stralcio del debito.

Se hai la necessità di dover gestire la revoca di un fido bancario, rivolgiti a Rexpira. I nostri esperti specializzati nel diritto bancario e finanziario saranno al tuo fianco riuscendo ad attuare le procedure di trattativa bonaria con la tua banca, risolvendo qualsiasi controversia nel migliore dei modi.