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Codice raccomandata 670: di cosa si tratta?

Codice raccomandata 670: di cosa si tratta?

Come probabilmente già saprete, ogni raccomandata è provvista di un codice identificativo numerico e a barre riportato nell’avviso di giacenza, che ne permette di individuare facilmente la tipologia di comunicazione, atto o lettera che sia. Il codice più temuto è probabilmente il 670: questo terzetto di cifre rappresenta infatti un identificativo associato ad una cartella proveniente dall’ex Equitalia, oggi denominata Agenzia Entrate Riscossione, dunque potrebbe non esserci da star tanto sereni. Alla vecchia Equitalia, altresì, sono associati alcuni altri codici identificativi, come il 689, impiegato per comunicazioni più generiche e i codici raccomandata 671 e 672, che in linea di massima non dovrebbero contenere cartelle esattoriali.

Cosa succede se mi recapitano un avviso di giacenza con il codice 670?

Il codice 670 però non potrà lasciar spazio ad incertezze: quando ci troviamo di fronte a questi tre numeri abbiamo a che fare con una cartella esattoriale. In buona sostanza, il cittadino che riceve questa raccomandata si ritrova a non aver provveduto ad estinguere un pagamento, pertanto l’istituto creditore ha iscritto a ruolo le somme dovute e incaricato l’Agenzia Entrate Riscossione a notificare l’ingiunzione del pagamento. Non appena la cartella esattoriale è stata notificata al debitore, quest’ultimo avrà a disposizione 60 giorni di tempo per procedere al pagamento del debito, o per chiederne la possibilità di rateizzazione o per presentare un’istanza di ricorso. Tra l’altro, ci teniamo a ricordare, che qualora il soggetto debitore non provveda a saldare il debito contratto entro il termine dei 60 giorni, ad egli verranno addebitati gli interessi di mora, gli oneri di riscossione ed ulteriori spese che sono state necessarie per il recupero del credito. Inoltre, scaduti i 60 giorni, l’Agenzia Entrate Riscossione avrà facoltà di avviare dei procedimenti mirati al recupero forzoso delle somme, attraverso degli strumenti come il pignoramento dei beni o il fermo amministrativo.

A cosa può riferirsi una cartella esattoriale?

La vecchia Equitalia, sostituita ormai da luglio 2017 con l’Agenzia Entrate Riscossione, com’è noto gestisce l’invio delle cartelle esattoriali, occupandosi delle procedure legate al recupero dei crediti. L’invio di una cartella esattoriale avviene sempre attraverso posta raccomandata, e dato l’ampio numero di ambiti di competenza dell’Agenzia Entrate Riscossione il solo codice 670 non è sufficiente per comprendere a cosa si riferisce il mancato pagamento. Di solito una cartella esattoriale può esser dovuta a multe stradali non pagate, ad imposte comunali non corrisposte, come nel caso della TARI (la tassa sui rifiuti), oppure somme dovute in seguito ad accertamenti operati sulle dichiarazioni dei redditi.

Occhio alle conseguenze

Naturalmente, pensare di non ritirare presso l’ufficio postale la raccomandata per la quale è stato consegnato l’avviso di giacenza, al fine di aggirare il problema del pagamento della cartella esattoriale è una pessima idea. Al contrario, ti consigliamo di osservare con attenzione i termini di notifica qui di seguito. Per procedere ad impugnare l’atto, per presentare un eventuale ricorso o per presentare istanza di annullamento, il soggetto debitore, come abbiamo già affermato, ha a disposizione 60 giorni a decorrere dalla data della notifica, ossia dalla data in cui è stato recapitato l’avviso di giacenza. Se, nonostante l’avviso di giacenza, la raccomandata non è stata ritirata presso l’ufficio postale, quest’ultimo provvederà all’invio di una seconda raccomandata per informare il cittadino debitore della giacenza. Decorsi 10 giorni dall’invio di questa seconda raccomandata, per legge, la notifica sarà considerata avvenuta, anche se materialmente la cartella esattoriale non sia mai stata ritirata. Il nostro consiglio, quindi, è quello di recarti presso le Poste nel più breve tempo possibile non appena sia arrivato un avviso di giacenza con il codice 670, al fine di evitare spiacevoli conseguenze.

I diritti del cittadino in merito al pagamento delle cartelle esattoriali

In ogni caso, la legge prevede una serie di strumenti volti a tutelare il soggetto debitore nei confronti dell’Agenzia Entrate Riscossione, quali ricorso al giudice, rateizzazioni, proroghe, compensazioni e via dicendo. Ti invitiamo perciò a contattarci per conoscere quale possa essere la soluzione più adatta alle tue esigenze per saldare un debito con la vecchia Equitalia e tornare a vivere in piena serenità. Rivolgiti gratuitamente a noi di Rexpira: siamo un team di professionisti consulenti del debito pronti ad informarti sui tuoi diritti e ad elaborare il percorso più semplice per sbarazzarti dei debiti una volta per tutte.

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