Garanzie pubbliche per mutui e prestiti. Coperture per gli affitti

Il sostegno alle imprese e in generale al mondo del lavoro è tra i pilastri portanti del decreto cosiddetto “Cura Italia“: il provvedimento prevede diverse forme di sostegno e potenziamento per imprese, lavoratori autonomi, filiere e partite IVA, per far fronte ai loro mancati introiti determinati dall’emergenza in cui è precipitato il sistema Itala a causa del Coronavirus.

Garanzie e fondi per le Piccole Medie Imprese

Tra le misure più attese, c’è quella che mette in campo più garanzie pubbliche sui prestiti richiesti dalle imprese in difficoltà. Nei fatti, si tratta di una moratoria dei prestiti bancari a micro, piccole e medie imprese colpite, che possono sospendere le rate dei pagamenti fino al 30 settembre 2020.

Cassa Integrazione

Con il decreto si stanziano risorse per per il Fondo di integrazione salariale e per la Cassa integrazione in deroga. Significa che lo Stato si fa carico degli stipendi dei dipendenti delle aziende che si trovano a operare a regime ridotto a causa dell’epidemia da Covid-19. Serve solo che le aziende facciano richiesta di cassa integrazione ordinaria presentando una normale domanda per l’apertura della procedura. Le aziende che non possono ottenere la cassa integrazione ordinaria, in particolare quelle con meno di cinque dipendenti e le ditte individuali, potranno fare richiesta di cassa integrazione in deroga. La misura infatti copre anche le aziende “con un solo dipendente”, in ogni caso per una durata massima di 9 settimane.

Aiuti agli autonomi e alle Partite Iva

Viene confermata la copertura per tutti i lavoratori autonomi, stagionali (le partite IVA, i co.co.co, i lavoratori agricoli, gli stagionali del turismo, dello spettacolo non dipendenti) con un assegno di 600 euro per il mese di marzo e, molto probabilmente, aprile. Si tratta di un indennizzo “per una platea di quasi 5 milioni di persone”, secondo le stime del Governo. In aggiunta è confermato il Fondo per il reddito di ultima istanza che copre tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, “compresi i professionisti iscritti agli ordini”: 300 i milioni stanziati. L’assegno di 600 euro va richiesto on line, a erogarlo sarà l’INPS secondo tempi e modi che verranno stabiliti nei prossimi giorni, quando verranno pubblicati i decreti attuativi del “Cura Italia”. Quello che si sa è che per accedere bonus una tantum è necessario essere iscritti alla gestione separata dell’INPS.

Gli affitti dei commercianti

A causa dell’emergenza e delle restrizioni per combattere il coronavirus, nell’ultimo mese circa tre negozi su quattro hanno abbassato le serrande. Per aiutarli con l’affitto il governo stanzia 365 milioni. Il decreto Cura Italia introduce infatti un credito d’imposta al 60% delle spese sostenute nel mese di marzo per canoni di locazione di negozi e botteghe (categoria C/1). Infine arriva la deducibilità estesa per le donazioni effettuate dalle imprese per l’emergenza, mentre quelle delle persone fisiche godono di detraibilità fino a 30 mila euro.