La trappola delle carte di credito revolving: “Compri oggi, rimborsi il debito a rate, ma non finisci mai di pagare”.

In buona sintesi questo è quello che succede utilizzando le carte di credito revolving, ossia le “carte a rate”, diventate oggi strumenti capaci di innescare pericolosi meccanismi di sovraindebitamento per i consumatori meno attenti.

La carta revolving rappresenta una sorta di prestito, molto più facile da ottenere e proprio per questo anche molto più caro: permette di effettuare acquisti immediatamente e pagare in rate mensili successive, senza l’ addebito sul conto di tutte le spese a fine mese in un’unica soluzione, così come accade con le tradizionali carte di credito. Il plafond della carta viene quindi poi ricostituito gradualmente, attraverso il pagamento delle rate, che possono essere di importo variabile o fisso.

La “carta a rate” risulta quindi più accessibile rispetto ai normali prestiti e finanziamenti in quanto richiede meno garanzie da parte del cliente. Una volta ottenuta, può essere utilizzata senza limiti di tempo, e di solito è possibile concordare l’importo della rata in base alle proprie esigenze; ciò genera l’illusione di una piccola rata che non incide in modo significativo sul bilancio familiare. In realtà, è il costo degli interessi ad essere estremamente alto: secondo le ultime rilevazioni comunicate dalla Banca D’Italia, i tassi soglia su base annua fino a cinquemila euro possono raggiungere il 25,2%, mentre sopra i cinquemila euro il 19,25%.

Per fare un esempio: su un contratto per un importo a disposizione di 3.000 euro e per utilizzi di poco più di 14.000 euro distribuiti in 6 anni, il cliente paga più di 18.600 euro. Quindi sono più di 4.500 euro di interessi e spese, per avere sempre a disposizione 3.000 euro.

E non ci sono solo gli interessi. Le finanziarie applicano anche delle penali altissime in caso di ritardato pagamento anche di una sola rata: si può passare, ad esempio, da una rata mensile di 135 euro ad una di 197 euro.

Sembra un paradosso ma il successo delle carte revolving sembra essere alimentato della crisi stessa proprio perché in un periodo segnato dalla diminuzione di prestiti a privati e famiglie, l’utilizzo delle carte revolving rappresenta l’unico modo per mantenere la “capacita di consumo” anche in un periodo di così grande difficoltà.

Il nostro consiglio è quello di evitare l’utilizzo di questi strumenti di credito, o comunque cercare di limitarne l’uso il più possibile proprio perché si viene ad innescare un meccanismo di moltiplicazione dei tassi d’interesse, per il quale non si finisce quasi mai di pagare.

Puoi rivolgerti a Rexpira per tutte le pratiche “irregolari” in cui i tassi applicati a volte superano il tasso soglia. Rexpira  analizza anche i tuoi estratti conto e i tuoi contratti di mutuo in modo da individuare le eventuali irregolarità presenti e, in caso di anatocismo o di usura ti aiuta a difendere i tuoi diritti e ti assiste per ottenere il recupero degli interessi pagati illegittimamente.