Cos’è un decreto ingiuntivo e in quali casi viene emesso?

 

Il decreto ingiuntivo è il primo atto con cui ha inizio l’esecuzione nei confronti del debitore.

Viene emesso dal giudice del tribunale in seguito al ricorso presentato dal creditore, e contiene sia l’ingiunzione del pagamento della somma dovuta, che l’onorario che va corrisposto all’avvocato che ha redatto l’atto oltre alle spese vive sostenute per il deposito in cancelleria e per la notifica.

Il decreto ingiuntivo viene emesso “inaudita altera parte” cioè senza rivolgere la domanda anche al debitore, che potrà poi dire la sua, in sede di opposizione.

Il decreto ingiuntivo deve essere notificato al debitore, entro 60 giorni dalla sua emissione.

Entro 40 giorni dal ricevimento del decreto ingiuntivo, quindi dal ritiro effettivo dall’atto, il debitore, può:

1) pagare (rivolgendosi a un legale che redigerà una scrittura al fine di tutelare il debitore, da ulteriori e pregiudizievoli azioni esecutive);

2) proporre opposizione davanti al giudice competente, ove ne ricorrano i presupposti. Qualora il debitore ritenga che il decreto ingiuntivo sia illegittimo o infondato, può proporre opposizione mediante atto di citazione avanti il giudice del tribunale. In questo modo si incardina un procedimento ordinario.

Quali forme di decreto ingiuntivo prevede l’ordinamento giuridico?

Il decreto ingiuntivo può essere:

  • Immediatamente esecutivo: quando il credito è fondato su un titolo di credito (cambiale, assegno bancario o circolare, ad esempio); su atti ricevuti dal notaio o da pubblici ufficiali; in caso di pericolo di grave pregiudizio nel ritardo; se il richiedente produce documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere. Il giudice emette il decreto ingiungendo al debitore di pagare senza attendere il decorso dei 40 giorni, ciò significa che il creditore non attende i 40 giorni per fare il precetto e quindi il pignoramento.
  • Non immediatamente esecutivo: il creditore deve aspettare 40 gg dopo la notifica del decreto ingiuntivo prima di notificare il precetto, e quindi prima di procedere all’esecuzione forzata.

Il decreto ingiuntivo non opposto o non pagato nel termine stabilito, diviene un TITOLO ESECUTIVO (che conserva la sua efficacia per 10 anni dalla sua emissione, salvo atti interruttivi della prescrizione).

 

Cosa succede in caso di mancato pagamento del decreto ingiuntivo?

Quando il decreto ingiuntivo non viene opposto o pagato, il creditore procederà alla notifica del precetto (in questo caso aumenteranno le spese legali a carico del debitore). Esso apre le porte al procedimento di esecuzione vero e proprio, cioè alpignoramento e quindi al recupero coattivo del credito.

Infatti, se entro 10 giorni dalla notifica del precetto il debitore non paga, il creditore può procedere al pignoramento che potrà essere:

  1. Mobiliare: somme di denaro depositate in banca, libretti postali, stipendio, pensione, autoveicoli. È un procedimento esecutivo giudiziario che ha ad oggetto i beni mobili di proprietà del debitore, che vengono pignorati e messi in vendita per soddisfare le esigenze del creditore.

Il pignoramento mobiliare può essere presso terzi, questo significa che il creditore può notificarlo a soggetti definiti “terzi” perché devono a qualsiasi titolo somme al debitore: pensioni (INPS), stipendi (datori di lavoro), affitti ma anche presso le banche o l’ufficio postale ove il debitore detenga delle somme di denaro. Le somme verranno bloccate, e nel caso dei conti correnti questi non saranno più fruibili per il debitore, che si troverà impossibilitato a gestire il proprio denaro.

  1. Immobiliare: case, terreni, garage, magazzini e comunque tutti i beni “immobili” di cui il debitore è proprietario o comproprietario. Pignorando l’immobile il creditore vincola il bene che non potrà essere venduto dal debitore e che verrà messo all’asta davanti al Tribunale.

In entrambi i casi, le spese dell’atto di pignoramento aumenteranno considerevolmente l’importo da pagare, che sarà sempre a carico del debitore esecutato.

Per evitare tutto questo, il debitore deve intervenire tempestivamente.

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